• A me piace scrivere lettere agli amici; negli anni d’accademia, fra me e una diecina di compagni, non contenti di stare insieme giorno e notte dividendo idee, libri, vino e ragazze, intercorse non meno di un migliaio di lettere a mano, un mostruoso epistolario a undici voci che andò purtroppo perduto nei vari traslochi e destini.

    Videolettera sulla bellezza. Le parole di Vittorio Gassman diventano un film.

    A me piace scrivere lettere agli amici; negli anni d’accademia, fra me e una diecina di compagni, non contenti di stare insieme giorno e notte dividendo idee, libri, vino e ragazze, intercorse non meno di un migliaio di lettere a mano, un mostruoso epistolario a undici voci che andò purtroppo perduto nei vari traslochi e destini.

  • Ma dentro di noi trillava il campanellino della gioventù incosciente eppure presaga, l’attesa via via diventava speranza, fino al ’45 liberatorio, alle pirotecnie del dopoguerra.

    Videolettera sulla bellezza. Le parole di Vittorio Gassman diventano un film.

    Ma dentro di noi trillava il campanellino della gioventù incosciente eppure presaga, l’attesa via via diventava speranza, fino al ’45 liberatorio, alle pirotecnie del dopoguerra.

  • La mia prima cinquecento mi si sfondò contro un paracarro in una sera di ciucca; ma nessun altro motore mi canta più felicemente nella memoria: alla fine dei ’60 guidavo un Porsche vertiginoso, però sapevo che la festa delle illusioni – ovvero la pacchia – era finita per sempre.

    Videolettera sulla bellezza. Le parole di Vittorio Gassman diventano un film.

    La mia prima cinquecento mi si sfondò contro un paracarro in una sera di ciucca; ma nessun altro motore mi canta più felicemente nella memoria: alla fine dei ’60 guidavo un Porsche vertiginoso, però sapevo che la festa delle illusioni – ovvero la pacchia – era finita per sempre.

  • Come è brutta, Roma! Brutta di questa sua accecante bellezza, su cui risaltano i segni dello sfacelo come una voglia di barbabietola su un volto purissimo.

    Videolettera sulla bellezza. Le parole di Vittorio Gassman diventano un film.

    Come è brutta, Roma! Brutta di questa sua accecante bellezza, su cui risaltano i segni dello sfacelo come una voglia di barbabietola su un volto purissimo.

  • Nessuno vede più nessuno, gli intellettuali si fanno le pippe, i cafoni si ammazzano di fatica per illudersi di divertirsi nel tanfo dei night, nei cinema dal sonoro schifoso, nel pugnalarsi allo stadio. La televisione ha rimpiazzato la realtà, se non passi nei catodi è come se ti avessero tolto la carta di identità; la coda alla vaccinara sa di hamburger…

    Videolettera sulla bellezza. Le parole di Vittorio Gassman diventano un film.

    Nessuno vede più nessuno, gli intellettuali si fanno le pippe, i cafoni si ammazzano di fatica per illudersi di divertirsi nel tanfo dei night, nei cinema dal sonoro schifoso, nel pugnalarsi allo stadio. La televisione ha rimpiazzato la realtà, se non passi nei catodi è come se ti avessero tolto la carta di identità; la coda alla vaccinara sa di hamburger…

  • Avete ragione. Io non sono un esteta ma c’è qualcosa di grifagno nelle ferite che la bruttura dilagante ci assesta: davvero credo che per uno come me, che ha sia pur modestamente lavorato sui materiali dell’arte, la bellezza no sia un optional ma un’esigenza, un irrinunciabile elemento dell’alimentazione. E tanti , per fortuna, la pensano ancora così, la partita non è ancora chiusa.

    Videolettera sulla bellezza. Le parole di Vittorio Gassman diventano un film.

    Avete ragione. Io non sono un esteta ma c’è qualcosa di grifagno nelle ferite che la bruttura dilagante ci assesta: davvero credo che per uno come me, che ha sia pur modestamente lavorato sui materiali dell’arte, la bellezza no sia un optional ma un’esigenza, un irrinunciabile elemento dell’alimentazione. E tanti , per fortuna, la pensano ancora così, la partita non è ancora chiusa.

  • Che sia una dedica al proprio piatto preferito, il racconto di un’esperienza vissuta visceralmente o la scelta di liberarsi di un sentimento che parte dall'interno senza passare dalla testa, inchiostro e francobollo sono ancora una volta gli strumenti da manovrare abilmente per candidarsi alla vittoria del Festival delle lettere.

    Lettera di pancia

    Che sia una dedica al proprio piatto preferito, il racconto di un’esperienza vissuta visceralmente o la scelta di liberarsi di un sentimento che parte dall’interno senza passare dalla testa, inchiostro e francobollo sono ancora una volta gli strumenti da manovrare abilmente per candidarsi alla vittoria del Festival delle lettere.

  • Il termine per inviare le lettere è scaduto il 15 LUGLIO 2015.

    Lettera di pancia

    Il termine per inviare le lettere è scaduto il 15 LUGLIO 2015.

  • Che sia una dedica al proprio piatto preferito, il racconto di un’esperienza vissuta visceralmente o la scelta di liberarsi di un sentimento che parte dall'interno senza passare dalla testa, inchiostro e francobollo sono ancora una volta gli strumenti da manovrare abilmente per candidarsi alla vittoria del Festival delle lettere.

    Lettera di pancia

    Che sia una dedica al proprio piatto preferito, il racconto di un’esperienza vissuta visceralmente o la scelta di liberarsi di un sentimento che parte dall’interno senza passare dalla testa, inchiostro e francobollo sono ancora una volta gli strumenti da manovrare abilmente per candidarsi alla vittoria del Festival delle lettere.